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Tessera del tifoso anche in Nazionale
di DANIELE MAGLIOCCHETTI
ROMA - Fumata grigio scuro al Viminale per la Tessera del Tifoso. Il Ministro degli Interni Maroni ieri ha incontrato il governo del calcio e tutte le società di serie A, ma non si è fatto alcun passo in avanti. O meglio, la nuova card anti-violenza farà il suo debutto ufficiale il 9 settembre per la sfida della Nazionale italiana con la Bulgaria, ma poi, almeno per quel che riguarda il campionato, cadrà nel vuoto più totale. Una grande amarezza per chi, come Roberto Maroni, il padre dell’iniziativa, si batte come un leone da circa un anno per farla adottare da tutte le società e soprattutto farla accettare dalla maggior parte dei tifosi. Ad appoggiarlo sono la Figc e il Coni, per il resto tante chiacchiere e rumore che non hanno portano a niente.
«La tessera del tifoso non ha avuto l’accoglienza calorosa che mi aspettavo da parte dei club, ma sono convinto che sia la strada giusta per garantire la sicurezza negli stadi», il pensiero del Ministro. Che non molla e va avanti, usando toni perentori: «Questa card è un documento che certifica che la persona che entra in uno stadio non è soggetta a Daspo e non ha comportamenti inidonei. È un’opportunità che Milan, Juve e Inter (l’unica ad averla inserita nella campagna abbonamenti) hanno colto, ma da altri club non c’è stata un’accoglienza adeguata ed io ho convocato i presidenti per capire perché: alcuni hanno addotto motivi legati al costo, altri all’organizzazione; c’è poi chi ritiene non sia lo strumento giusto. Io invece sono convinto che bisogna andare avanti con il progetto e prima dell’inizio del campionato di A (22 agosto) prenderemo una decisione». In caso di risposte negative, allora ecco che, seppur velatamente, arrivano puntuali le minacce da parte del Ministro: «Chi non ritiene di doversi dotare della Tessera potrebbe andare incontro a limitazioni da parte dell’Osservatorio sulle manifestazioni calcistiche».
Nell’incontro al Viminale diverse società, Lotito in testa, hanno anche ribaltato il problema, mettendosi a disposizione per la famosa tessera, ma chiedendo anche un forte sostegno per la realizzazione di nuovi stadi e di proprietà. In effetti, se questa card legata al tifoso, che assomiglia molto a un bancomat, con cip magnetico, dovesse essere adottata negli stadi attuali troverebbe parecchie difficoltà. Probabile che nella prossima riunione si faccia un piccolo passo in avanti, ma non sarà semplice adottare la nuova misura già nella stagione 2009-2010. Il numero uno di Figc e Commissario straordinario della Lega ha garantito che se ne riparlerà la prossima settimana nel Consiglio Federale.
Tessera del tifoso anche in Nazionale
di DANIELE MAGLIOCCHETTI
ROMA - Fumata grigio scuro al Viminale per la Tessera del Tifoso. Il Ministro degli Interni Maroni ieri ha incontrato il governo del calcio e tutte le società di serie A, ma non si è fatto alcun passo in avanti. O meglio, la nuova card anti-violenza farà il suo debutto ufficiale il 9 settembre per la sfida della Nazionale italiana con la Bulgaria, ma poi, almeno per quel che riguarda il campionato, cadrà nel vuoto più totale. Una grande amarezza per chi, come Roberto Maroni, il padre dell’iniziativa, si batte come un leone da circa un anno per farla adottare da tutte le società e soprattutto farla accettare dalla maggior parte dei tifosi. Ad appoggiarlo sono la Figc e il Coni, per il resto tante chiacchiere e rumore che non hanno portano a niente.«La tessera del tifoso non ha avuto l’accoglienza calorosa che mi aspettavo da parte dei club, ma sono convinto che sia la strada giusta per garantire la sicurezza negli stadi», il pensiero del Ministro. Che non molla e va avanti, usando toni perentori: «Questa card è un documento che certifica che la persona che entra in uno stadio non è soggetta a Daspo e non ha comportamenti inidonei. È un’opportunità che Milan, Juve e Inter (l’unica ad averla inserita nella campagna abbonamenti) hanno colto, ma da altri club non c’è stata un’accoglienza adeguata ed io ho convocato i presidenti per capire perché: alcuni hanno addotto motivi legati al costo, altri all’organizzazione; c’è poi chi ritiene non sia lo strumento giusto. Io invece sono convinto che bisogna andare avanti con il progetto e prima dell’inizio del campionato di A (22 agosto) prenderemo una decisione». In caso di risposte negative, allora ecco che, seppur velatamente, arrivano puntuali le minacce da parte del Ministro: «Chi non ritiene di doversi dotare della Tessera potrebbe andare incontro a limitazioni da parte dell’Osservatorio sulle manifestazioni calcistiche».
Nell’incontro al Viminale diverse società, Lotito in testa, hanno anche ribaltato il problema, mettendosi a disposizione per la famosa tessera, ma chiedendo anche un forte sostegno per la realizzazione di nuovi stadi e di proprietà. In effetti, se questa card legata al tifoso, che assomiglia molto a un bancomat, con cip magnetico, dovesse essere adottata negli stadi attuali troverebbe parecchie difficoltà. Probabile che nella prossima riunione si faccia un piccolo passo in avanti, ma non sarà semplice adottare la nuova misura già nella stagione 2009-2010. Il numero uno di Figc e Commissario straordinario della Lega ha garantito che se ne riparlerà la prossima settimana nel Consiglio Federale.
- author: Ugaduga
- category: senza vergogna
- comments: commenti (1) | commenti (1)
Lo storico Roma Club Testaccio entro la fine del mese dovrà abbandonare i locali di via Giovanni Branca. Il Club sarà spostato in un nuova collocazione di proprietà dell'Ater sempre nel quartiere giallorosso che ha acclamato le prime gesta della Associazione Sportiva Roma.
Birra, tanta birra. Ancora una pinta, di quella scura. Qualcuno si accende una sigaretta mentre dai tavoli sotto alle finestre, dei ragazzini fanno casino. “Un’altra brown ale per l’amico” e l’argomento sempre lo stesso: il campionato, i risultati che arrivano e che ti fanno finalmente gonfiare il petto. Non che ce ne fosse bisogno. Camminiamo a testa alta da sempre, in tutti gli stadi d’Italia e d’Europa. Colori giallorossi al collo e nel cuore undici uomini in braghe di tela. Corrono dietro un pallone e noi con loro. La Lupa, gli uomini del ‘41-’42, Capitan Losi, Falcao e Dino Viola, il Comunale di Torino e lo striscione “Lotta con il cuore, vinci il tricolore”, il gol di Batistuta sotto il settore del Tardini e il milione in giro per Roma. "Un’altra birra per favore!" che abbiamo ancora tante cose da raccontarci.




Buon bevitore ma con “criterio”. Un passato nel CUCS, uno dei tanti, un presente che sa ancora di bandiere, spalti e molta passione. Ama la folla e il grido roboante dei settori più popolari. Nel suo bar tutti gli avventori son ben accetti, senza distinzione di credo calcistico. Chiaro che, tra una birra e l’altra, preferisca parlare della Roma ma in genere è il pallone che conta. Il suo spazio, però, non è un surrogato dello stadio o della curva. Crede che il tifo vada vissuto nella sua sede naturale. Se ne può parlare quanto si vuole ed incontrarsi tra "quattro mura" virtuali ma, alla fine, sono le azioni che valgono più delle parole.
