mercoledì, 08 luglio 2009,22:41

Dal sito del Messaggero www.ilmessaggero.it

Tessera del tifoso anche in Nazionale


di DANIELE MAGLIOCCHETTI

ROMA - Fumata grigio scuro al Viminale per la Tessera del Tifoso. Il Ministro degli Interni Maroni ieri ha incontrato il governo del calcio e tutte le società di serie A, ma non si è fatto alcun passo in avanti. O meglio, la nuova card anti-violenza farà il suo debutto ufficiale il 9 settembre per la sfida della Nazionale italiana con la Bulgaria, ma poi, almeno per quel che riguarda il campionato, cadrà nel vuoto più totale. Una grande amarezza per chi, come Roberto Maroni, il padre dell’iniziativa, si batte come un leone da circa un anno per farla adottare da tutte le società e soprattutto farla accettare dalla maggior parte dei tifosi. Ad appoggiarlo sono la Figc e il Coni, per il resto tante chiacchiere e rumore che non hanno portano a niente.
«La tessera del tifoso non ha avuto l’accoglienza calorosa che mi aspettavo da parte dei club, ma sono convinto che sia la strada giusta per garantire la sicurezza negli stadi», il pensiero del Ministro. Che non molla e va avanti, usando toni perentori: «Questa card è un documento che certifica che la persona che entra in uno stadio non è soggetta a Daspo e non ha comportamenti inidonei. È un’opportunità che Milan, Juve e Inter (l’unica ad averla inserita nella campagna abbonamenti) hanno colto, ma da altri club non c’è stata un’accoglienza adeguata ed io ho convocato i presidenti per capire perché: alcuni hanno addotto motivi legati al costo, altri all’organizzazione; c’è poi chi ritiene non sia lo strumento giusto. Io invece sono convinto che bisogna andare avanti con il progetto e prima dell’inizio del campionato di A (22 agosto) prenderemo una decisione». In caso di risposte negative, allora ecco che, seppur velatamente, arrivano puntuali le minacce da parte del Ministro: «Chi non ritiene di doversi dotare della Tessera potrebbe andare incontro a limitazioni da parte dell’Osservatorio sulle manifestazioni calcistiche».
Nell’incontro al Viminale diverse società, Lotito in testa, hanno anche ribaltato il problema, mettendosi a disposizione per la famosa tessera, ma chiedendo anche un forte sostegno per la realizzazione di nuovi stadi e di proprietà. In effetti, se questa card legata al tifoso, che assomiglia molto a un bancomat, con cip magnetico, dovesse essere adottata negli stadi attuali troverebbe parecchie difficoltà. Probabile che nella prossima riunione si faccia un piccolo passo in avanti, ma non sarà semplice adottare la nuova misura già nella stagione 2009-2010. Il numero uno di Figc e Commissario straordinario della Lega ha garantito che se ne riparlerà la prossima settimana nel Consiglio Federale.



mercoledì, 01 luglio 2009,08:31

La notte buia del tifoso romanista si apre ufficialmente in un torrido ed umido pomeriggio di giugno davanti l'imponente palazzo di Via Tupini, sede nazionale dell'Unicredit. Il tam-tam di radio, social network e il più tradizionale passaparola, porta circa 500 persone a manifestare apertamente il proprio dissenso e la più nera preoccupazione per il futuro tecnico-societario dell'Associazione Sportiva Roma di fronte al simbolo del crollo della gestione Sensi: la sede di una banca. Perché sotto l'edificio in vetro e metallo dell'Eur non si arriva solo per esprimere la personale "simpatia" rispetto l'offerta avanzata dal gruppo Fioranelli stoppata dalle pastoie dei poteri forti ma, soprattutto, per ribadire l'incolmabile  spaccatura tra la famiglia che ha consegnato il sentimento Roma nelle avide grinfie degli istituti di credito e una piazza improvvisamente allontanata da quel sentire. Solo la storia potrà raccontare i particolari di questa notta buia che al momento riserva poche sorprese. Resta intanto il definitivo giudizio negativo  sulla cattiva amministrazione della società giallorossa che oggi guarda ancora di più al futuro con gli occhi del condannato che si appresta al patibolo.







venerdì, 26 giugno 2009,23:05

Lo storico Roma Club Testaccio entro la fine del mese dovrà abbandonare i locali di via Giovanni Branca. Il Club sarà spostato in un nuova collocazione di proprietà dell'Ater sempre nel quartiere giallorosso che ha acclamato le prime gesta della Associazione Sportiva Roma.

Dal Corriere dello Sport:

Ormai è certo: il Roma Club Testac­cio lascerà la sua sede storica di via Giovan­ni Branca 23 entro fine mese. La conferma è arrivata direttamente dal presidente dell'as­sociazione, Sergio Rosi: « Stia­mo già smontando la sede – ha detto – e tra pochi giorni la li­bereremo ». Al club è stata as­segnata dall'Ater una nuova struttura nella quale trasferir­si, ma il locale che dovrà ospi­tare i tifosi giallorossi, al mo­mento, non è disponibile per­ché occupato.

La nuova sede – Da oltre quarant’anni nel cuore della capitale, il Roma Club Testaccio è nato nel 1968 con venti iscritti. La sua pri­ma collocazione è stata nei venti metri qua­drati di via Amerigo Vespucci, ma in breve tempo uno dei simboli storici del tifo roma­nista si è allargato e si è spostato in via Bran­ca. Circa un anno fa è arrivato lo sfratto da parte dei proprie­tari delle mura, ed è iniziata la ricerca di un’altra sede.
« Quando abbiamo ricevuto lo sfratto – ha spiegato Rosi – abbiamo cominciato a cercare un'altra sistemazione. Inizial­mente c'erano stati proposti dei locali, ma a un costo trop­po elevato. Noi – ha continuato il presidente del club – siamo in quaranta associati, e ci tassiamo mensilmente per far fronte alle spe­se. Un affitto troppo elevato purtroppo non possiamo permettercelo». Alla fine però è ar­rivato l'accordo con l'Ater. «Ci è stato asse­gnato un locale sempre qui a Testaccio, in via Ghiberti, a un costo acces­sibile per le nostre finanze – ha detto Rosi – Tuttavia non possiamo ancora andare nel­la nostra nuova sede perché è occupata da un fabbro. A noi dispiace che lui debba lascia­re la struttura, ma non ha tito­larità per essere lì e ci augu­riamo che le autorità compe­tenti provvedano a liberarla».

Un punto di riferimento – Allo stato attua­le delle cose, però, la realtà è questa: il Ro­ma Club Testaccio sta per lasciare via Gio­vanni Branca 23 e rimarrà, almeno per il mo­mento, senza una sede. « Noi – ha spiegato Rosi – siamo a Testaccio da più di quaranta anni. Molti anziani del quar­tiere vengono al club durante il giorno a giocare a carte e a parlare di calcio. La domeni­ca guardiamo tutti insieme le partite della Roma. Il rischio, se le cose non dovessero siste­marsi, è che tutto questo fini­sca, e non lo vogliamo, perché il club, per loro e per noi, è un punto di riferimento e di aggregazione im­portante all'interno del quartiere».